Matteo Capranica - ein Komponist aus Rieti

Angelo Fusacchia

Thursday, November 11, 2021

Angelo Fusacchia beschäftigt sich schon lange mit der Erforschung der Musiker die in der Provinz Rieti tätig und/oder dort beheimatet sind. Für RISM hat er das Archivio musicale del Duomo di Rieti (I-RId) katalogisiert.

Matteo Capranica ist heute ein fast völlig unbekannter Komponist. Sein Ruhm muss aber einst ziemlich groß gewesen sein, wenn man bedenkt, dass seine Kompositionen in vielen europäischen Bibliotheken zu finden sind.

Er wurde am 26. August 1708 in Amatrice, in der heutigen Provinz Rieti, früher im Königreich Neapel, geboren. Der Familienname Capranica ist heute noch in Amatrice präsent.

Capranica war Schüler am Conservatorio di Sant’Onofrio in Neapel und hatte wahrscheinlich Nicolò Porpora, Ignazio Prota und Francesco Feo als Lehrer.

Später war er Kapellmeister in verschiedenen neapolitanischen Kirchen. Im Jahr 1774 wird er als Organist des zweiten Chors in Tesoro di S. Gennaro erwähnt. Er starb in Neapel in den späten 1770er Jahren.

Capranica war als Opernkomponist sehr aktiv, sowohl in Neapel als auch in Rom. Von seinen zehn bekannten Opern sind leider nur die Libretti und einige vereinzelte Arien erhalten. Die einzige Ausnahme ist La schiava amante, die in einem Manuskript des Fondo Noseda in der Bibliothek des Conservatorio “G. Verdi” in Mailand überliefert ist. Der gleiche Fondo enthält auch die Arie “Vederti io bramerei” für Alt und Streicher.

Die Arie “Luci amate, ahi non piangete” aus der Opera seria Alcibiade ist in Johann Christoph Friedrich Bachs Orchestrierung für Sopran, zwei Flöten, Streicher und Continuo in einem Autograph, das in Berlin in der Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz aufbewahrt wird (RISM ID no. 1001025527), überliefert.

Ebenfalls in Berlin liegt ein Dixit Dominus für fünf Stimmen und Instrumente. Weitere Zeugnisse seiner sakralen Produktion sind ein Salve Regina für Sopran und Orchester in der Hessischen Landesbibliothek in Darmstadt und eine “Messe â 5 Voci con Violini e Stromenti da fiato” im Santuario de Arantzazu, Spanien.

Zwei Oratorien Debora und San Gaetano sind ebenfalls durch erhaltene Libretti bekannt; eine Cantata di Calendimaggio mit der die Ankunft des Frühlings gefeiert wird, wurde 1748 in Malta aufgeführt.

Seine einzigen bekannten Instrumentalwerke - einige Toccaten für Cembalo und ein Duett für zwei Violinen – sind wiederum im Fondo Noseda überliefert.

Eine Sammlung reizvoller, hochvirtuoser “Solfeggi di Contraldo” [sic], die in der portugiesischen Nationalbibliothek aufbewahrt wird, vervollständigt das bisher bekannte Schaffen des Komponisten.

Abbildung: “Amoroso” aus den Solfeggi di Contraldo [sic], Biblioteca nacional de Portugal (P-Ln F.C.R. 32). Online verfügbar (public domain).

Italiano:
Matteo Capranica è un compositore oggi quasi totalmente sconosciuto. Ma un tempo la sua notorietà doveva essere piuttosto vasta, a giudicare dalla presenza di sue composizioni in molte biblioteche europee.

Nacque ad Amatrice, oggi in provincia di Rieti, un tempo nel Regno di Napoli, il 26 agosto del 1708.

Fu allievo del Conservatorio di Sant’Onofrio a Napoli, ed ebbe probabilmente come insegnanti Nicolò Porpora, Ignazio Prota e Francesco Feo.

Successivamente fu maestro di cappella in varie chiese napoletane. Nel 1774 è ricordato come organista del secondo coro al Tesoro di S. Gennaro. Morì a Napoli alla fine degli anni 70 del Settecento.

Capranica fu molto attivo come operista, sia a Napoli che a Roma. Delle sue dieci opere conosciute, restano purtroppo solo i libretti ed alcune arie staccate. Unica eccezione, La Schiava Amante, conservata in un manoscritto del Fondo Noseda, nella Biblioteca del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Nello stesso fondo compare anche l’aria Vederti io bramerei, per contralto e archi.

Luci amate, ahi non piangete, da Alcibiade, sopravvive nell’orchestrazione di Johann Christoph Friedrich Bach per soprano, due flauti, archi e continuo, in un autografo conservato a Berlino, nella Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz. Sempre a Berlino è presente un Dixit Dominus a cinque voci e strumenti. Altre testimonianze della sua produzione sacra sono un Salve Regina per soprano e orchestra, presso la Hessische Landesbibliothek di Darmstadt, e una “Messa â 5 Voci con Violini e Stromenti da fiato” nel Santuario di Arantzazu, in Spagna. Attraverso i libretti sopravvissuti si conoscono anche due oratori, Debora e San Gaetano; una sua Cantata di Calendimaggio fu eseguita a Malta nel 1748.

Sempre dal Fondo Noseda provengono le sue uniche opere strumentali conosciute: alcune toccate per cembalo e un duetto per due violini.

Una raccolta di deliziosi “Solfeggi di Contraldo” (sic), estremamente virtuosistici, conservati nella Biblioteca Nazionale del Portogallo, completa la produzione fin qui nota del compositore.

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Kategorie: Bibliotheksbestände


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